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La Fiera di Prizzi a Prizzi

La Fiera di Prizzi, il 13 14 settembre, fiera con il completo assortimento di oggetti di casa, strumenti da lavoro, giocattoli e gastronomia. In passato la fiera era l’occasione unica per fare gli acquisti annuali con gli scarsi guadagni del raccolto e prima del precipitare del gelido inverno, quando era da venire l’insano consumismo dei mercatini settimanali.

Nei giorni della manifestazione si svolge la  Mostra Capi Selezionati Razze Bovini, presso il Foro Boario di Prizzi sito in C.da Zachia. La manifestazione è organizzatta dall’Associazione Prizzese Agro-Zootecnica e patrocinata dal Comune di Prizzi. Le Aziende Zootecniche presenti all’esposizione presenteranno i loro allevamenti di bovini iscritti nei libri genealogici o nei registri di razza presso gli stand espositivi. Le razze presenti saranno Charolaise, Limousine, Modicana, Cinisiara e Pezzate Rosse.

Da tempo immemorabile con questa formula si indicò la manifestazione rurale più nota di tutta la Sicilia occidentale, tanto che di essa se ne decantava l’eccellenza in un antico proverbio. Nella zona soprastante le odierne scuole elementari, pendio incolto ai limiti estremi del paese adibito allora a fumirari, era un esteso brulichio di uomini e animali, vacche e jinizzi, muli e asini, pecore e capre, pochi superbi cavalli, in un assordante rincorrersi di ragli e nitriti, belati e muggiti, voci e richiami. Improrogabilmente il 14 settembre, celebrazione dell’Esaltazione della Croce, era rito atteso gironzolare fra gli animali e l’odore irripetibile dei loro fumanti escrementi, avvicinarsi ai probabili compratori che vagliavano le qualità delle bestie, scrutavano alzando gli zoccoli o aprivano con due dita le froge per verificare l’integrità dei denti, carezzavano da furbi intenditori vello e mammelle.

La contrattazione in un concitato e animoso alterco si chiudeva col gesto più valido e sacro di un atto notarile, una poderosa stretta della destra. Lungo tutta la piazza fino a via Rullo la sfilata di bancarelle con il completo assortimento di oggetti di casa e strumenti da lavoro. E il vociare dei venditori che si accaloravano nel proporre mante e tovaglie a prezzi sempre più bassi, o l’accalcarsi intorno al banco del riffatore di inutili oggetti o al giocatore di dadi e delle tre carte. E l’odore che profuma ancora nel ricordo della rituale cubaita e dello zucchero filato, le paffute bambole ripiene di segatura, i fucilini e le pistole di latta a pressione per i quali i bambini facevano il giro dei parenti perché facessero loro “la fiera”. Era l’occasione unica per fare gli acquisti annuali con gli scarsi guadagni del raccolto e prima del precipitare del gelido inverno, quando era da venire l’insano consumismo dei mercatini settimanali.

Fu il 9 gennaio 1789 quando il priore del convento dei Carmelitani di S. Angelo, padre Giuseppe Sparacio, reclamò a sindaco e giurati (consiglieri) il pagamento di un’oblazione abolita con la nuova gestione del consultore della Magione, marchese Simonetti, ma che il convento godeva da quasi un secolo per un “trino”, concesso “per far la fiera con franchezza”, il 5 maggio, “nel giorno in cui si solennizzava la festa di S. Angelo”, santo ebreo ritiratosi sul Carmelo e martirizzato in Sicilia. Infatti in un anno imprecisato, siccome la fiera “non apportava qualche vantaggio al Convento”, mantenendogli l’offerta, si era pensato “dai Giurati, Popolo e Barone di pregare il Priore e i Padri di quel tempo finché convenisse di accordare la commutazione di detta fiera nella solennità dell’Invenzione della S. Croce”, che sarebbe tornata “in vantaggio del pubblico per essere il giorno destinato alla solennità dell’Invenzione della Croce più proprio al concorso” di gente. Da allora essa diventò prerogativa del Comune e risultò una solida fonte di guadagno per l’affluenza dei numerosissimi mercanti del territorio, tanto che rare volte si interruppe, neppure davanti al terrore del ricorrente colera e ai divieti governativi, emanati dai sindaci e da loro stessi non fatti rispettare.

Per maggiori informazioni:

Ultima modifica: 2017-09-07 08:58
Fonte / Autore: Comune di Prizzi


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